
Dal 1 maggio 2008 è entrato in vigore il nuovo codice deontologico approvato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha pubblicato un articolo sulla professione di dottore commercialista in Italia, che il nostro studio ha deciso di citare sul proprio sito con finalità informative e divulgative. Chi si rivolge ad un Dottore Commercialista deve essere consapevole di avere a che fare con un professionista che ha compiuto un ben determinato iter formativo (diploma, laurea, tirocinio triennale, esame di stato) prima di poter utilizzare tale titolo e svolgere l'attività professionale. Il cliente deve anche sapere che un dottore commercialista, per mantenere la qualifica, deve rispettare norme deontologiche ben precise e destinare obbligatoriamente parte del suo tempo ad attività di formazione professionale nelle materie di sua competenza.
La professione del Dottore Commercialista rappresenta una delle grandi
professioni liberali italiane. Nonostante da un punto di vista della
formale organizzazione giuridica tale professione abbia meno di un secolo
di vita, le sue origini sono tanto antiche quanto l'azienda. Il Dottore
Commercialista può, infatti, considerarsi il discendente diretto
e più qualificato delle antiche figure di professionista economico-contabile,
quali il "rationator" e il "magister razionalis".
I primi germi dell'attuale professione sono riconducibili al 1911, anno
in cui si tenne il primo Congresso Nazionale dei "Dottori in scienze
commerciali", con l'istituzione del primo albo professionale dei
dottori in scienze commerciali, mentre l'istituzione giuridica della classe
professionale del Dottore Commercialista risale al 1924. La regolamentazione
dell'attività professionale ha trovato, tuttavia, definitive sistemazione
nel 1953 attraverso l'istituzione dell'Ordinamento della professione del
Dottore Commercialista. Tale provvedimento, oltre a rivedere la regolamentazione
del Consiglio Nazionale e delle Circoscrizioni territoriali dell'Ordine
professionale, definisce i contorni e le aree di intervento della professione.
In particolare, in base all'ordinamento, ai Dottori Commercialisti è
riconosciuta competenza tecnica nelle materie commerciali, societarie,
contrattuali, economiche, finanziarie, tributarie e di ragioneria. Le
principali aree di intervento sono, invero, costituite da:
Tale ultima funzione assume, peraltro, rilevanza in relazione alla nuova
disciplina, riguardante i soggetti abilitati al controllo legale dei conti
(D. Igs. n. 88/1992 di recepimento della VIII direttiva CEE), che ha istituito
il Registro dei Revisori contabili e che vede nei Dottori Commercialisti
la categoria naturalmente demandata all'esercizio di tale ruolo.
Le funzioni del Dottore Commercialista assumono, comunque, maggiore complessità
rispetto a quanto previsto dall'Ordinamento professionale, ciò
in relazione alla continua evoluzione del panorama economico-aziendale,
caratterizzata da una crescente industrializzazione, dalle innovazioni
in materia societaria introdotte dal recepimento delle direttive comunitarie,
ed, infine, dai continui provvedimenti legislativi in materia fiscale
che hanno reso estremamente complessa la materia tributaria.
Quindi, per provvedere alle situazioni di crescente impegno e complessità,
il moderno Dottore Commercialista deve disporre di poliedriche capacità
professionali, di cui deve curare il costante aggiornamento.
L'ampiezza del campo di attività e la necessaria elevata competenza
richiesta per lo svolgimento della professione comportano il possesso
di adeguate capacità sia nella fase dell'accesso, sia nella fase
dell'attività professionale.
Per svolgere la professione è, infatti, necessario aver superato
l'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio professionale ed essere
iscritto nell'Albo tenuto dall'Ordine competente per il luogo di residenza
del professionista. iscritti nei singoli Albi. Attualmente
gli Ordini sono 131 per un totale di oltre 41500 iscritti. Gli Ordini
hanno ampi poteri organizzativi e disciplinari nei confronti dei propri
iscritti. Al riguardo, si sottolinea come, sia il coordinamento dell'attività
degli iscritti sia la funzione disciplinare svolta dagli Ordini, garantiscono
la correttezza e la professionalità degli iscritti all'Albo, essendo
previste per questi gravi sanzioni in caso di manchevolezze, fra cui la
sospensione ed, in casi di estrema gravità, la cancellazione dall'Albo.
Ad un livello superiore si pone il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti
che, costituito da professionisti iscritti negli albi eletti da tutti
i Consigli dell'Ordine, ha competenza su tutto il territorio nazionale
ed ha sede in Roma. Tra le attribuzioni del Consiglio Nazionale rientrano
la vigilanza sul regolare funzionamento dei Consigli dell'Ordine e tutto
ciò che riguarda problemi di carattere professionale e disciplinare,
con obiettivo precipuo la tutela della professione e la salvaguardia del
corretto esercizio professionale.
Il perfezionamento ed il miglioramento professionale sono promossi da iniziative a livello locale, attraverso la costituzione di gruppi di ricerca e commissioni di studio, con produzione e diffusione dei conseguenti documenti di lavoro. A favorire tali iniziative provvede anche il Consiglio Nazionale il quale coordina e promuove l'attività dei Consigli dell'Ordine, istituendo, inoltre, numerose commissioni di studio a livello nazionale per l'aggiornamento professionale e per la statuizione di codici di deontologia e di comportamento professionale, nonché di principi contabili e di revisioni. Tali documenti di lavoro vengono diffusi tra gli iscritti all'Albo per la conseguente applicazione nei vari segmenti di attività che possono sinteticamente ricondursi nei seguenti:
In particolare, per quanto concerne i privati, l'opera del Dottore Commercialista
riguarda attività di assistenza e consulenza fiscale, interventi
nell'area contrattuale e nell'area economico-finanziaria, nonché
assistenza giuridico-commerciale. Nei rapporti con l'impresa, le prestazioni
del Dottore Commercialista devono essere caratterizzate da una crescente
specializzazione soprattutto nell'area finanza e controllo, nell'area
amministrativo-contabile, nella revisione e nella consulenza di diritto
Commerciale e tributario. Del pari rilevanti appaiono gli interventi nel
campo delle valutazioni d'azienda e delle operazioni straordinarie. Per
quanto concerne gli Enti Pubblici ed Istituzioni, un qualificato impegno
è richiesto nell'ambito dell'attività di controllo a supporto
della gestione pubblica. Varie, comunque, le aree di intervento del Dottore
Commercialista, tra cui assumono rilievo l'area progetti, l'area amministrativa,
l'area finanziaria, l'aria di revisione e l'area formazione.
Infine, la tutela dell'interesse pubblico trova nella categoria il giusto
riferimento per le attività relative a consulenze tecniche, civili
e penali, in materia economico-aziendale, nonché per le attività
di curatore fallimentare, commissario giudiziale e liquidatore.
Tali attività sono sinotticamente evidenziate nelle schede allegate.
Da quanto esposto, emerge, quindi, che caratteristiche precipue della
professione del Dottore Commercialista sono: