CRISI DI IMPRESA

Tra le ragioni determinanti la crisi d’impresa si intrecciano fattori aziendali, interni ed esterni, territoriali, congiunturali e ambientali, ognuno dei quali non deve essere trascurato se si vogliono “cogliere” tempestivamente i sintomi della crisi e studiare le soluzioni più appropriate per gestirla.

Il legislatore, negli ultimi tempi, ha formulato significative proposte finalizzate a riconoscere giuridicamente lo stato di “crisi di impresa” e non solo le situazioni “irreversibili”.

Ad oggi, diverse sono le soluzioni che si possono adottare: da quelle stragiudiziarie, più elastiche e rapide, finalizzate a ristrutturare e risanare l’impresa, alle normali procedure giudiziarie.

I professionisti dello Studio hanno svolto e svolgono l’attività di supporto a fianco dell’imprenditore in crisi che accede ad una procedura concorsuale o stragiudiziale o di esperto per le attestazioni richieste degli artt. 67, 161 e 182 bis L.F., nonché di commissario giudiziale e di curatore fallimentare nominati dal Tribunale. Nello specifico lo Studio opera sia in qualità di advisor finanziario nella predisposizione del piano e degli accordi connessi, sia nella conduzione delle trattative con il ceto creditorio, sia nella redazione delle attestazioni previste obbligatoriamente dalla Legge in qualità di esperto.

Lo Studio ha complessivamente trattato oltre 20 procedure nei diversi ruoli indicati.

 

PIANO ATTESTATO DI RISANAMENTO E ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE

In virtù della nuova normativa fallimentare, laddove la crisi d’impresa sia reversibile, è possibile ricorrere anche a soluzioni quali i piani attestati di risanamento e gli accordi di ristrutturazione che non si limitano solo a soddisfare i creditori ma che si propongono di conservare e di recuperare il valore e l’utilità dell’impresa – o parte di essa – nella logica della continuità aziendale.

Il piano attestato di risanamento costituisce il primo atto finalizzato alla soluzione della crisi, prefigurando un graduale percorso di soluzione della stessa, rimessa inizialmente alla completa autonomia del solo imprenditore, il quale poi eventualmente, in caso di insuccesso della strategia di salvataggio, può decidere di passare agli accordi di ristrutturazione dei debiti ovvero, al concordato preventivo.


CONCORDATO PREVENTIVO

Il concordato preventivo, per certi aspetti più flessibile e adatto per crisi anche più gravi sino all’insolvenza, è volto non solo a soddisfare i creditori eventualmente in un’ottica di continuità aziendale, ma anche ad occuparsi dell’attività meramente liquidatoria attraverso la cessione dei beni al fine di evitare il fallimento dell’imprenditore.

I professionisti dello Studio rivestono l’incarico di Commissario Giudiziale nell’ambito della procedura di concordato preventivo, assistono numerose società di capitale nella predisposizione e nella conduzione di procedure di concordato, redigono attestazioni sulla veridicità dei dati aziendali e sulla fattibilità del piano.

FALLIMENTO

Qualora la crisi di impresa sia irreversibile e l’imprenditore risulti insolvente, l’autorità giudiziaria dispone una procedura concorsuale diretta a liquidare il patrimonio al fine di distribuire il ricavato tra i creditori secondo il criterio della par condicio, fatte salve le cause legittime di prelazione.

I professionisti dello Studio hanno curato numerose procedure fallimentari nella veste di curatore.

Giacomo Barbieri partecipa quale relatore a convegni, scrive articoli sulla stampa specializzata e collabora alla redazione di testi specialistici.