Condividiamo un breve articolo a cura di Guido La Guardia, studente dell’Università di Bologna che ha recentemente concluso il proprio tirocinio curricolare presso il nostro Studio.

Uno degli ultimi impegni di Guido è stata la partecipazione a FARETE 2025: ha seguito l’Assemblea e i workshop, e ne ha tratto alcune conclusioni che ci fa piacere riportare qui.

Bravo Guido, e in bocca al lupo per tutto!

Il 3 e 4 settembre 2025 ho partecipato a Farete, l’evento organizzato da Confindustria Emilia presso la Fiera di Bologna. La manifestazione rappresenta un punto di incontro tra imprese, professionisti e istituzioni del territorio emiliano-romagnolo, con eventi, workshop e assemblee dedicate a tematiche economiche, organizzative, sociali e tecnologiche.

Durante l’assemblea generale, sono stati toccati diversi temi di grande attualità. In particolare, la presidente di Confindustria Emilia, Sonia Bonfiglioli, e il presidente dei Giovani Imprenditori, Marco Moscatti, hanno sottolineato come l’Europa fatichi a trovare un ruolo rilevante nel nuovo scenario geopolitico globale.

Un nodo cruciale, però, è quello energetico: le imprese italiane pagano l’energia fino all’85% in più rispetto alla media europea. Si tratta a tutti gli effetti di un ostacolo competitivo che solleva il dibattito sull’adozione del nucleare.

Durante l’intervento della presidente Bonfiglioli non è stata trascurata la componente demografica dell’Italia. Siamo un paese vecchio con il rischio di una carenza demografica. Tuttavia, la forza lavoro non è abbastanza senza le competenze specifiche e in particolare quelle STEM. Si registra un dato rilevante: nel nostro paese solo il 16% delle studentesse sceglie di proseguire gli studi in materie STEM. Percentuale irrisoria, specie se paragonata ai paesi arabi e all’India con percentuali che invece partono dal 40% e sfiorano il 70%. La normale conseguenza è che è ormai concreto il rischio di non riuscire neanche a competere (come Europa) con questi paesi.

La percentuale italiana è, tra l’altro, bassa anche se confrontata con gli altri paesi europei dove si registra una percentuale che supera i 30 punti percentuale. A questo punto cito la presidente Bonfiglioli: “È come correre una maratona con una gamba sola”.

In tema di mercato del lavoro (potendo qui anche aprire una parentesi sociologica) si registra una bassa offerta di lavoro manuale e meno qualificato. Le ragioni dietro questo dato possono essere sicuramente di matrice culturale in quanto attualmente sempre meno giovani desiderano un impiego manuale, ma si tratta di un effetto della elevata scolarizzazione (che sottolineo riguarda in particolar modo i nativi). Scolarizzazione che, come è noto, viene vista come un investimento che deve fruttare, dal lato delle famiglie, e come uno strumento di emancipazione, dal lato dei giovani studenti.

Una delle possibili soluzioni individuate in assemblea, riguarda il ricorso alla forza lavoro immigrata. Infatti, pur ipotizzando una riduzione del tasso di scolarizzazione – che potrebbe spingere i giovani a intraprendere percorsi professionali meno qualificati e a rendersi economicamente indipendenti più rapidamente – ci si scontra con un ostacolo concreto: la crisi abitativa. Le abitazioni disponibili sono poche e costose, rendendo difficile per i giovani emanciparsi e inserirsi subito nel mercato del lavoro.

In questo scenario, la manodopera straniera rappresenta una risorsa importante: pur non disponendo sempre di un capitale umano (la stessa presidente Bonfiglioli predilige questo termine a discapito di “risorse umane”) immediatamente spendibile in Italia, anche a causa del declassamento delle competenze acquisite nei paesi di origine, essa ha già – in molti casi – una stabilità abitativa. Si tratta dunque di un’opportunità da valorizzare, che tuttavia richiede un percorso strutturale di integrazione, a partire da corsi di lingua e da iniziative volte a favorire l’inclusione sociale e professionale.

È stata ribadita l’importanza di garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, quale principio cardine dell’attività d’impresa, e – ormai non sorprende più – la crescente attenzione nei confronti del c.d. work-life balance, senza ombra di dubbio difficile da garantire, soprattutto nell’ambito delle PMI, data la peculiarità delle esigenze organizzative, ma che per i giovani lavoratori rappresenta una caratteristica fondamentale dell’intero mercato del lavoro, che spesso diventa l’elemento discriminante nella scelta di un impiego.

In conclusione, la sostenibilità. Non si può fare impresa senza curarsi della sostenibilità che, si rimarca, non essere solo quella ambientale. Siamo nell’industria 5.0 ma ci stiamo avviando in quella 6.0 che alla presidente Bonfiglioli piace chiamare “società” e non industria.

 

FARETE 2025 è stata per chi scrive, un’occasione per partecipare ai workshop messi a disposizione dalle aziende aderenti all’iniziativa. Gestione d’impresa, intelligenza artificiale e risorse umane sono stati i grandi temi che ho deciso di affrontare.

In generale, partecipare a questo evento è stato senz’altro stimolante e formativo. Gli interventi in assemblea e i workshop mi hanno permesso di riflettere su temi di grande attualità per le imprese e per la società nel suo complesso. Ho compreso come le esigenze organizzative delle imprese non possano essere considerate isolate, ma vadano inserite in un contesto più ampio che riguarda anche la gestione patrimoniale, gli investimenti e soprattutto le persone, con le loro competenze e i loro bisogni (esemplare sotto questo punto di vista i software esposti da alcune aziende per la gestione del personale che consentono miglioramenti sia lato impresa, sia lato dipendenti).

Strategia d’impresa

DAZI, MERCATI E INNOVAZIONE
FILIERE, CAPITALI, TECNOLOGIE, PERSONE

Nuove sfide per le imprese dopo gli accordi commerciali
in negoziazione tra Unione Europea e Stati Uniti

16/9/25 – Modena, sede Confindustria Emilia Area Centro

La politica dei dazi è un potente strumento di protezione economica e di negoziazione, ma genera effetti che limitano l’efficienza dei mercati, ostacolandone la cooperazione.
Può essere anche strumento di riequilibrio delle relazioni commerciali internazionali.
Nostro illustre ospite all’Evento, cui siamo lieti di invitarVi, per la competenza professionale nella materia e il ruolo pubblico ricoperto, il dott. Maurizio Montemagno Direttore Ufficio Progetti e incarichi specifici di studio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

FARETE 2025 per Barbieri & Associati