La composizione negoziata della crisi è entrata in una fase nuova. Dopo i primi anni di applicazione, non è più soltanto uno strumento da studiare sul piano normativo, ma un percorso che gli Esperti, gli advisor e i professionisti della crisi d’impresa sono chiamati a gestire con metodo, competenze integrate e capacità di confronto. È da questa consapevolezza che nasce la Palestra degli Esperti ACEF: un contenitore dedicato a chi vuole approfondire la composizione negoziata partendo dai problemi che si pongono nella pratica professionale.
La pubblicazione del decreto dirigenziale del 23 aprile 2026, che aggiorna gli strumenti operativi della composizione negoziata, e l’imminente scadenza per il rinnovo dell’iscrizione nell’elenco degli Esperti riportano l’attenzione su un istituto che, in questi anni, ha conosciuto mutamenti significativi e una progressiva maturazione applicativa.
Perché una Palestra degli Esperti
La scelta del nome non è casuale. La Palestra degli Esperti nasce come luogo di allenamento professionale, confronto tra pari e approfondimento operativo.
L’Esperto della composizione negoziata è chiamato a svolgere un ruolo articolato: deve conoscere la cornice giuridica del Codice della crisi, comprendere la situazione economico-finanziaria dell’impresa, valutare la coerenza del piano, gestire il dialogo con creditori e stakeholder, favorire le trattative e documentare correttamente le attività svolte. Sono competenze diverse che non possono essere affrontate in compartimenti separati: è richiesta una lettura interdisciplinare, nella quale profili giuridici, aziendalistici, finanziari e negoziali devono dialogare tra loro.
Il nuovo contenitore ACEF nasce proprio per offrire agli Esperti CNC, agli advisor, ai commercialisti, agli avvocati, agli attestatori, ai revisori e ai professionisti della crisi d’impresa un luogo nel quale confrontarsi su casi, prassi, scelte operative e criticità.
Dal primo corso Esperti alla nuova fase della CNC
ACEF ha seguito la composizione negoziata fin dalla sua introduzione. Nell’autunno 2021 il primo corso di 55 ore organizzato dall’Associazione portò all’abilitazione dei primi novanta Esperti in Italia.
Da allora molte cose sono cambiate. La CNC è uno strumento applicato, discusso, verificato nei suoi punti di forza e nelle sue difficoltà. La casistica disponibile è cresciuta; le prassi si sono progressivamente consolidate; il ruolo dell’Esperto è diventato più definito, ma anche più esigente.
Il citato decreto dirigenziale del 23 aprile 2026 interviene in questo contesto e aggiorna aspetti rilevanti del lavoro dell’Esperto e degli advisor: test pratico, check-list, piani di risanamento, misure protettive, nuova finanza, cessione d’azienda, relazione finale e scheda professionale.
Il punto è comprendere come queste novità incidano sul modo di lavorare, sulla qualità delle valutazioni richieste e sulla responsabilità professionale di chi interviene nei percorsi di risanamento.
Un confronto tra competenze diverse
Le iniziative saranno costruite intorno a tre aree fondamentali.
La prima è la competenza giuridica, necessaria per comprendere il quadro normativo della composizione negoziata, il rapporto con gli strumenti di regolazione della crisi, le misure protettive e cautelari, le autorizzazioni, i rapporti con il tribunale e gli effetti degli atti compiuti nel corso delle trattative.
La seconda è la competenza aziendalistica, indispensabile per leggere la situazione dell’impresa, valutare il piano, comprendere la sostenibilità del debito, stimare i flussi, interpretare i KPI, verificare le ipotesi industriali e misurare la concreta perseguibilità del risanamento.
La terza è la competenza negoziale, decisiva perché la composizione negoziata vive nella relazione tra imprenditore, Esperto, advisor, creditori, banche, fornitori, lavoratori e altri soggetti coinvolti. La qualità del percorso dipende anche dalla capacità di costruire un confronto ordinato, realistico e orientato alla ricerca di soluzioni praticabili.

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