L’incontro organizzato dalla Filiera agroalimentare di Confindustria Emilia Area Centro “Viaggiare attraverso il gusto: enogastronomia, territori e nuove forme di attrattività turistica” che si è tenuto giovedì 11 giugno 2026 nell’ambito delle celebrazioni della Giornata nazionale del Made in Italy, ha offerto una lettura approfondita di un comparto che deve essere osservato come un sistema articolato e non per singoli settori: materie prime, trasformazione, distribuzione, servizi e attività di supporto concorrono infatti alla costruzione di una catena del valore complessa, nella quale ogni anello condiziona la tenuta e la competitività degli altri.

Il merito principale dell’evento è stato quello di affiancare alla rappresentazione economico-industriale della filiera una riflessione più ampia sulle sue prospettive di mercato, soprattutto nel rapporto tra agroalimentare, territorio e turismo enogastronomico. I dati presentati hanno restituito l’immagine di un settore nel quale le 237 imprese associate mostrano dimensioni medie rilevanti, un fatturato medio superiore a 60 milioni di euro e 133 addetti medi, a fronte di un tessuto nazionale molto più frammentato.

filiera agroalimentare

Particolarmente interessante è stata anche la parte dedicata all’innovazione: l’Innovation Score evidenzia che il 30% delle imprese associate presenta un alto profilo innovativo, un dato nettamente superiore rispetto ai valori rilevati per la filiera in Emilia-Romagna, nel perimetro Bologna-Modena-Ferrara e a livello nazionale. È un passaggio importante, perché mostra come la competitività della filiera dipende sì dalla qualità del prodotto, ma soprattutto dalla capacità di investire in digitalizzazione, know-how, internazionalizzazione e nuovi modelli organizzativi.

L’approfondimento sul turismo enogastronomico ha poi allargato lo sguardo: il cibo non è più soltanto consumo, ma esperienza, memoria, racconto del territorio. Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025 conferma una domanda in crescita, con sette turisti su dieci che indicano l’enogastronomia come motivazione primaria di almeno una delle vacanze più recenti.

La filiera agroalimentare può diventare leva di sviluppo solo se riesce a integrare produzione, cultura, accoglienza, competenze e strumenti digitali. Alle eccellenze, che per loro natura risultano “isolate”, è necessario affiancare sistemi capaci di rendere l’offerta leggibile, prenotabile, comunicabile e coerente con le aspettative dei mercati internazionali.

Nel complesso, l’evento ha avuto il pregio di leggere dati, scenari e prospettive operative, offrendo alle imprese una comprensione più ampia degli orizzonti di valore, domanda e competitività.

Se desideri consultare il Report sul Turismo enogastronomico 2025 realizzato a cura della dott. Roberta Garibaldi, Presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, compila il form sottostante:

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