Al fine di rafforzare la competitività dell’UE, il 24 febbraio 2026, il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione europea con la direttiva UE 2026/470 hanno approvato le modifiche agli obblighi di rendicontazione societaria di sostenibilità e a taluni obblighi in materia di dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità, promossi dalla Commissione europea lo scorso 11 febbraio 2025 con la comunicazione dal titolo
“Un’Europa più semplice e più rapida – Comunicazione sull’attuazione e la semplificazione”.
Le modifiche alla CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive e alla CSDDD – Corporate Sustainability Due Diligence Directive rispondono alle richieste di semplificazione, di riduzione degli oneri di rendicontazione, di miglioramento dell’efficienza e di introduzione di maggiore flessibilità per le imprese che restano nell’ambito di applicazione, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’UE, specie in un contesto geopolitico in costante evoluzione.
Di grande impatto è l’applicazione degli oneri di rendicontazione a carico delle sole imprese con ricavi netti delle vendite e delle prestazioni superiori a 450 milioni di Euro e un numero medio di dipendenti occupati durante l’esercizio maggiore di 1 000. Tale ambito di applicazione più mirato, garantisce che l’onere dell’obbligo di rendicontazione di sostenibilità sia limitato alle imprese e ai gruppi più importanti in termini di impatti ambientali, sociali e di governance (ESG) e allo stesso tempo, più in grado di assorbire i costi associati alla rendicontazione ESG.
Le imprese e i gruppi al di sotto delle soglie specificate potranno finalmente avviare un percorso di implementazione di un sistema di sostenibilità su base volontaria, proporzionato ed economicamente sostenibile rispetto alla propria organizzazione, sulla base dei principi di rendicontazione di sostenibilità ad uso volontario che saranno adottati dalla Commissione con atto delegato, e fino ad allora rifacendosi allo Standard VSME per le PMI elaborato dall’EFRAG e accolto dalla Commissione Europea con raccomandazione (UE) 2025/1710, che sarà la base dei futuri principi di rendicontazione di sostenibilità a uso volontario.
Il messaggio per le imprese è che la sostenibilità è una disciplina di governo che va costruita in modo proporzionato, misurabile e soprattutto sostenibile per l’organizzazione, cioè compatibile con tempi, risorse e priorità industriali, senza trasformare il percorso ESG in un costo fisso crescente, in un freno alla crescita o peggio in una mera raccolta di informazioni.
Un’azienda che riduce sprechi energetici, governa i rischi di filiera, migliora la sicurezza, qualifica i fornitori e rende più robusta la propria reputazione applica una strategia economica sostenibile con effetti positivi sulla crescita e la competitività aziendale.