Il Rapporto ASviS rappresenta la pubblicazione principale dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile in Italia.
Il documento, oltre a fornire aggiornamenti sull’impegno della comunità internazionale per l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’Onu, sottoscritta dai Governi di 193 Paesi il 25 settembre del 2015, si focalizza sul contesto nazionale, articolandosi su due piani:
- un’analisi sullo stato di avanzamento del nostro Paese rispetto all’attuazione dell’Agenda 2030 e ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs), condotta sia a livello macro per valutare gli impegni del Governo e della società italiana, sia a livello micro con un’analisi approfondita per singolo Goal;
- un quadro organico di raccomandazioni di policy, da sottoporre ai vertici, per segnalare gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del nostro modello di sviluppo e influenzare in questo modo le strategie e le attività del Governo.
Per comodità proponiamo una sintesi dei principali temi ed esiti contenuti nel Rapporto ASviS, che suggeriamo comunque di leggere nella sua interezza per percepire appieno il lavoro svolto dall’Alleanza.
Contesto e messaggio centrale
Il rapporto sottolinea che pace, diritti e giustizia sono condizioni essenziali dello sviluppo sostenibile, insieme alle dimensioni ambientale, sociale, economica e istituzionale.
Denuncia la crisi del multilateralismo, le guerre (Ucraina, Palestina, Sudan, Yemen, Myanmar) e la crescente disuguaglianza economica e sociale.
Ribadisce che lo sviluppo sostenibile implica anche giustizia intergenerazionale (tutela delle future generazioni).
Scenario globale
Solo il 18% dei target ONU dell’Agenda 2030 è sulla buona strada; molti obiettivi sono in regressione.
Record di 59 conflitti armati attivi e oltre 123 milioni di sfollati.
Spese militari globali a 2.700 miliardi di dollari, in aumento costante.
Fondi ONU tagliati del 30%, aggravando le crisi umanitarie.
Crescono i rischi legati a clima, debito e disuguaglianze.
Tuttavia, il “Patto sul Futuro” del 2024 e l’“Impegno di Siviglia” 2025 rilanciano il multilateralismo e la finanza per lo sviluppo.
Scenario europeo
L’Unione europea mostra ritardi e contraddizioni: solo pochi SDGs in miglioramento (parità di genere, energia, clima), altri in peggioramento (disuguaglianze, ecosistemi terrestri, partnership).
La Commissione von der Leyen 2024-2029 ha lanciato iniziative per competitività e giustizia intergenerazionale, ma:
ha indebolito le regole sulla rendicontazione di sostenibilità (CSRD e CS3D);
rallentato la decarbonizzazione;
aumentato la spesa militare senza valutarne l’impatto sugli SDGs.
L’ASviS chiede coerenza tra politiche economiche, clima e giustizia sociale.
L’Italia e l’Agenda 2030
Quadro “decisamente insoddisfacente”:
6 Goal in arretramento (povertà, acqua, disuguaglianze, vita sulla terra, istituzioni, partnership);
4 stabili;
6 in miglioramento (istruzione, genere, energia, lavoro, clima, vita sott’acqua);
Solo il Goal 12 – economia circolare mostra un forte progresso.
Dei 38 target quantitativi, il 58% non appare raggiungibile entro il 2030.
Il Governo italiano non integra sistematicamente gli SDGs nelle politiche pubbliche.
L’Allegato BES 2025 conferma stagnazione di quasi tutti gli indicatori sociali ed economici e un peggioramento per la giustizia civile.
Proposte ASviS
a. Governance e pianificazione
Introdurre la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) delle leggi e creare un’Assemblea Nazionale sul Futuro.
Rivedere la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS) entro il 2026.
Definire un Piano di Accelerazione Trasformativa (PAT) entro metà 2026.
Integrare la sostenibilità nella Legge di Bilancio e nel Piano Strutturale di Bilancio (PSB).
b. Partecipazione e innovazione
Rafforzare la partecipazione civica e giovanile, contrastare la disinformazione (Piano Olivetti per la cultura), e promuovere l’educazione alla democrazia.
Investire nella formazione e nelle competenze scientifiche, tecnologiche e “green”.
c. Politiche settoriali
Rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale e l’approccio “One Health”.
Migliorare istruzione e formazione continua, ridurre la dispersione scolastica e attrarre giovani docenti.
Migliorare il trattamento dei detenuti e la gestione dei migranti nel rispetto dei diritti umani.
Promuovere l’occupazione di qualità, l’equità fiscale, la parità di genere e la coesione territoriale.
Accelerare su energie rinnovabili, decarbonizzazione, economia circolare e cooperazione internazionale.
Conclusione
Il Rapporto invita l’Italia a una svolta culturale e politica:
mettere la sostenibilità (in tutte le sue dimensioni) al centro delle politiche pubbliche;
misurare i costi dell’inazione;
agire subito per rispettare il “Patto sul Futuro” e gli impegni ONU entro il 2030.
L’ASviS propone di unire istituzioni, imprese e cittadini in un “Piano di accelerazione trasformativa” che unisca pace, giustizia, equità e sostenibilità ambientale.
Proponiamo in visione l’intervista condotta dal dott. Gianfranco Barbieri al prof. Enrico Giovannini, Direttore Scientifico e co-fondatore di ASviS, che ha condiviso i contenuti del Report 2024 con il nostro network.

